In evidenza Lavoro Sindacale 

I lavoratori Ericsson bloccano il casello autostradale di Sestri

Sono 137 i licenziamenti previsti a Genova. I sindacati insorgono e chiedono alle istituzioni di intervenire. Il Comune risponde: <Piena disponibilità> e convoca un tavolo. I parlamentari liguri Tullo, Carocci e Basso preparano un’interrogazione parlamentare urgente

protesta ericcson
I lavoratori Ericsson bloccano il casello di Genova-Aeroporto (Sestri). Stanno manifestando contro la decisione dell’azienda di lasciare a casa 137 dipendenti a Genova (dove i lavoratori sono 600), 93 entro il 2016 e 44 l’anno successivo e 385 su 4 mila su scala nazionale. In Italia i lavoratori sono 4 mila.
<Questa decisione e l’ultima di una serie che ha portato i dipendenti genovesi della multinazionale, colosso nel campo di ricerca e sviluppo nelle telecomunicazioni e gestore delle reti mobili di H3G e Vodafone, da circa 1000 dipendenti a poco più di 600> dice Fabio Allegretti, segretario generale Slc Cgil Genova.
Stamattina all’assemblea dell’azienda il sindacato ha proposto <una lotta dura e intransigente> proponendo <una mobilitazione durissima>. I lavoratori chiedono la solidarietà di tutta la città. <Il disimpegno dell’Azienda è su tutto il territorio nazionale, ma per la nostra città, questa drammatica notizia, significa il fallimento del progetto Erzelli e con esso il fallimento della politica che su quella collina ha firmato un accordo regolarmente non onorato dall’azienda – dice Allegretti -. Purtroppo, chi parlava di Erzelli come nuova California si dovrà ridimensionare, così come dovrà ridimensionare i propri sogni anche chi negava che la collina tecnologica fosse una cattedrale nel deserto. Questa vertenza non è un problema solo per chi rischia di perdere il lavoro, è un problema della città che deve essere affrontato con l’impegno massimo delle istituzioni locali e regionali>.

lavoratori ericsson
<L’assemblea – recita una nota di Slc Cgil Fistel Cisl Uilcom Uil Genova – ha deciso lo sciopero immediato che è sfociato in corteo e manifestazione e per domani la presenza prima in Consiglio regionale e poi in Consiglio Comunale. La richiesta che le Organizzazioni sindacali faranno domani al presidente Toti e al sindaco Doria è quella di chiedere una convocazione immediata al Ministero dello Sviluppo; il Governo deve far cambiare la decisione aziendale che smantella il core business di un intero settore, ossia quello della ricerca e sviluppo nelle telecomunicazioni>.
<Quella dell’azienda è una scelta inaccettabile – commenta Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Genova -. Ericsson vuole mandare a casa un quinto della sua forza lavoro a Genova. Questo è inaccettabile, soprattutto perché si tratta di un’azienda di un settore, l’alta tecnologia, che è uno di quelli in grado di garantire la tenuta sociale e di dare lavoro e futuro a questa città. Cosa aspettano le istituzioni, Comune e Regione, a intervenire? Il problema non è occupare gli uffici vuoti degli Erzelli, ma non perdere posti di lavoro e garantire una prospettiva a questa città».
<La civica Amministrazione esprime forte preoccupazione per la gravi notizie pervenute in merito alla Azienda Ericsson. Il Comune ha dato alle organizzazioni sindacali piena disponibilità a incontrarle – risponde Palazzo Tursi in una nota, dopo aver fissato l’incontro coi sindacati a seguito della sollecitazione -. L’Amministrazione è impegnata a tutelare il lavoro nell’ambito della vertenza Ericsson e si è immediatamente attivata per stabilire nuovi contatti che rafforzano quelli già avviati, con il Governo e il Mise per affrontare la situazione. La vertenza Ericsson non deve essere usata strumentalmente per mettere in discussione il progetto Erzelli, un progetto di trasformazione urbana e di rilancio economico della città. Le azioni che il Comune sta intraprendendo a favore della permanenza dell’Azienda Ericsson a Genova e della salvaguardia dei livelli occupazionali fanno parte di un impegno complessivo per la riqualificazione del Ponente cittadino>.
<La decisione di Ericsson di procedere con ulteriori 385 esuberi dopo quelli già effettuati negli anni precedenti va respinta – commenta il parlamentare Mario Tullo -. 137 sono previsti nella sede genovese si Erzelli e, oltre ad essere pesanti nei numeri, sono drammatici per le prospettive del gruppo perché colpiscono i dipartimenti di ricerca e sviluppo. Ho partecipato alla manifestazione e domani con Mara Carocci e Lorenzo Basso presenterò un’interrogazione parlamentare al Ministro dello Sviluppo Economico sulla vicenda chiedendo l’intervento del Governo e ribadendo la richiesta che l’azienda tuteli l’occupazione nella sede genovese. Ericsson é un tassello fondamentale per lo sviluppo di Erzelli, dobbiamo far prevalere un impegno di tutte le istituzioni a tutti i livelli per tutelare questa realtà, richiamando l’azienda a rispettare gli accordi sottoscritti. La lotta dei lavoratori va sostenuta>.
<Ericsson deve fermarsi e tornare al tavolo con sindacati ed istituzioni>. È la risposta del Partito Democratico ligure e genovese all’annuncio da parte dell’azienda di un piano industriale che per la sede genovese prevede 93 esuberi entro il 2016 e 44 entro il 2017. Oggi Giovanni Lunardon e i consiglieri regionali del PD hanno attivato la Commissione Attività produttive sul tema. <La Regione Liguria – dicono al Pd – deve convocare al più presto l’azienda perché un tale taglio occupazionale metterebbe a rischio importanti progetti di crescita per Genova. Non è scommettendo sul fallimento di progetti come Erzelli o Blueprint che si dà una risposta al tema dell’occupazione e della crescita di Genova. Il Pd ligure e genovese continua a credere nelle opportunità che vengono da questi progetti di sviluppo per la nostra città e regione e continuerà a lavorare nelle diverse sedi perché le istituzioni non lascino soli i lavoratori>.
<Massima solidarietà e vicinanza ai lavoratori Ericsson dicono Alice Salvatore e Marco De Ferrari, consiglieri regionali del M5S -. Tutti i nodi prima o poi vengono al pettine. Da tempo denunciavamo come la bolla degli Erzelli fosse sul punto di scoppiare. Un’operazione, di cui Ericsson è stata la capofila, costata oltre 250 milioni di euro, utile solo a coprire l’investimento di Spinelli su quella collina, peraltro con i soldi dei contribuenti. Risultato? Intere zone di Genova desertificate, drastica riduzione dei posti di lavoro, in cambio di ricadute nulle o negative sull’indotto cittadino. Insomma, un disastro! Di cui a pagarne il prezzo più alto sono proprio i lavoratori>.
Nei giorni scorsi, quado Ericsson presentò il piano dei tagli, l’assessore regionale Edoardo Rixi disse: <Nelle prossime ore insieme al presidente Giovanni Toti incontreremo i vertici nazionali di Ericsson per valutare tutte le possibili strategie per un’inversione di rotta sul piano di ristrutturazione annunciato dall’azienda che coinvolge anche Genova. Per i prossimi due anni si parla di 385 esuberi di cui a Genova 140, 199 a Roma, 31 a Milano e 9 a Pisa. È evidente che la situazione dei tagli in Ericsson debba essere affrontata sul piano nazionale. Come Regione Liguria chiederemo anche che sia convocato al più presto un tavolo nei ministeri competenti con l’azienda e i sindacati per discutere tutte le soluzioni possibili che possano portare a una soluzione>.
<Per Genova e la Liguria è fondamentale la presenza di Ericcson – aveva aggiunto l’assessore Rixi – che consideriamo un partner importante visto il ruolo da sempre esercitato nel comparto high tech a livello mondiale, per le professionalità di altissimo livello che vi lavorano e per il futuro sviluppo del parco tecnologico degli Erzelli. Come Regione Liguria siamo pronti a investire sullo sviluppo tecnologico e auspichiamo che ci sia un’unità di intenti da parte di tutti i soggetti coinvolti in questa vertenza per arrivare a una soluzione positiva>.

Related posts